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Cala' del Sasso

cala del sasso

CALA' DEL SASSO

Partenza: Valstagna (150m)
Arrivo: Sasso (945m)
Dislivello: 800m circa

Distanza: 7Km
Tempo di cammino: 3 ore all’andata, la metà al ritorno
Difficoltà: sentiero ripido ed impegnativo, a seconda della stagione e della piovosità, può presentare 
tratti scivolosi, innevati o ghiacciati, necessaria abitudine ai percorsi di montagna.                                       

Presentazione

Con i suoi 4.444 gradini è la scalinata più lunga d’Italia, oltre che la più lunga del mondo aperta al pubblico!

Nel 1300 gli scambi commerciali erano ancora difficoltosi: la pianura aveva fame di legname che lungo "la Brenta" fluitava, cioè galleggiava sospinto dalla corrente, fino a Bassano, a Padova ed a Venezia.
Per Valstagna il taglio e la discesa dei tronchi a valle erano l'unica fonte di reddito.
Correva l'anno 1398 quando, sotto la signoria di Gian Galeazzo Visconti, duca di Milano, fu resa percorribile la valle del Sasso, che costituiva la via più breve per scendere al fiume dall'Altopiano di Asiago.
Ne risultò una lunghissima scalinata, scavata nella roccia, che superava gli oltre 740m di dislivello della valle con 4444 gradini di pietra, fiancheggiati da una canaletta selciata concava per la quale venivano trascinati a valle i tronchi.

A piedi si imbocca la stradina sterrata che continua sul fondo della valle sino alla sorgente della Fonte Bessele dove, sulla sinistra, inizia la scalinata dei 4444 gradini, segnalata da un gazebo con bacheche illustrative. Dopo una serie di pareti rocciose, gole e strapiombi, incontrando a quota m381 l’innesto con l’Alta Via del Tabacco, si giunge in un prato in mezzo ad una radura di abeti. Sulla destra a poche centinaia di metri vi è la borgata del Sasso, frazione di Asiago (m1.000 slm).
Se si tratta delle prima escursione in questo contesto, suggerita la discesa di ritorno per lo stesso itinerario.

Come arrivare
Da Bassano del Grappa, in direzione di Trento sulla statale della Valsugana, proseguire fino al semaforo di Carpanè di San Nazario (13Km circa).
Al semaforo si va a sinistra seguendo le indicazioni per Valstagna e Foza. Attraversare il ponte sul Brenta e all'incrocio con la strada "DestraBrenta" proveniente da Oliero svoltare a destra.

Dopo poche centinaia di metri, nell'abitato di Valstagna si trova il bivio e, verso sinistra, inizia la strada di Foza.
Poco dopo vi è un tornante (qui andare a destra, non seguendo la strada che scende dritta) entrando nello strettissimo corridoio della Val Frenzela, attorniato da alte pareti rocciose.

Proprio sul tornante che da lì porta in 11Km a Foza, c'è un piccolo parcheggio dove lasciare l'auto (m200 slm).

CITAZIONE:

« È lunga come il purgatorio, scura come il temporale, la scala che ti porta lassù, sull'Altopiano di Asiago. Quattromilaquattrocentoquarantaquattro gradini, ripidi da bestie, faticosi già a nominarli. Partono dalla Val Brenta, sotto picchi arcigni, nel punto dove la valle - per chi viene da Bassano - sembra spaccarsi in due, all'altezza di un paese chiamato Valstagna, con la sua muraglia di vecchie case a filo d'argine. L'erta prende la spaccatura di sinistra e brucia in un lampo 810 metri di dislivello. Si chiama «Calà del Sasso», ed è una delle opere più fantastiche delle Alpi. »           (Paolo Rumiz)

LEGGENDA                                                                                                             

Si narra in Valbrenta che, nel 1638, Loretta e Nicolò, abitanti di Sasso di Asiago e fidanzati in odor di matrimonio, vengono colpiti da sventura: Loretta, in attesa di un figlio, si ammala gravemente ed il suo innamorato, determinato a salvarla, parte deciso alla volta di Padova alla ricerca di un unguento miracoloso. Scende la Calà del Sasso e giunto a Valstagna noleggia un cavallo. Pur viaggiando di gran carriera il tempo scorre veloce e col sopraggiungere della notte Nicolò non è ancora tornato.
Gli abitanti del Sasso di Asiago decidono allora di scendere con le torce incontro al giovane. Con stupore avvistano lungo la Calà altre luci che salgono: è Nicolò, scortato dagli uomini di Valstagna. La storia è a lieto fine, con l'unguento che guarisce Loretta ed i due morosi che possono così sposarsi, con la partecipazione di tutti gli abitanti del Sasso e di Valstagna. Da qui la credenza popolare che se due fidanzati percorrono la Calà mano nella mano si ameranno per sempre.

A ravvivare questo messaggio d'amore, la seconda domenica di agosto di tutti gli anni si svolge una fiaccolata commemorativa che porta diverse centinaia di persone da Valstagna verso Sasso di Asiago lungo la Calà, dove vengono accolti da musica e banchetti.

Link Utili :  www.comunevalstagna.it/turismo/cala-sasso.html